W i Ghiaccioli

Sapete cos’è realmente il freddo?

Sapete cosa vuol dire trovarsi in mezzo al ghiaccio, solo ghiaccio in ogni direzione, spesso quasi un metro e più duro del cemento? Essere da soli, circondati d’acqua, e non sto parlando dell’acqua che trovate a Marzo alla Maldive, ma quella di un lago ghiacciato, che si trova a centinaia di metri d’ altitudine in mezzo al nulla più totale?Avete mai provato una cosa de genere?  No? Nemmeno io a essere sincero. Non so che cosa vi siate immaginati con quelle menti abituate a veder dragoni anche solo leggendo la parola Acidi. Io sto parlando dell’immersione sotto i ghiacci che ho svolto a Febbraio nel lago di Lavarone (Trento).

IMG_0398

Qui si conclude l’intro, che serviva solo a darvi un primo impatto bello potente così da farvi aprire questo link e fare views sul mio blog. Bene, ora che siete serviti allo scopo chiudete pure, non parlerò di certo qualcosa simile a 127 Ore, ambientato però in mezzo ai ghiacci. (Se non sapete cosa sia 127 Ore scrivilo su google). Se invece sei un subacqueo non chiudere, tra poco parleremo di seni.

IMG_0419Perché uno dovrebbe andare ad immergersi in un lago, a inizio febbraio, con 3 gradi d’acqua, con una visibilità di 1 metro non vedere niente? Tanto valeva starsene a casa al caldo con una bella cioccolata. La risposta può sembrare un po’ strana, ma semplice allo stesso tempo: allenamento cerebrale. No, non ci siamo messi a fare le parole crociate sul ghiaccio, quelle non so farle nemmeno in spiaggia.

Per allenamento cerebrale intendo portare al limite il nostro corpo, costringendolo a stare in un ambiente oscuro, al freddo, legato con una cima, con un solo punto di entrata e d’uscita e in preda a le più svariate emozioni che tutto questo possa suscitare. Credetemi, se riuscite a stare per 5minuti sott’acqua, senza andare nel pallone, rimanendo completamente calmi e a vostro agio vuol dire che siete pronti, pronti per diventare uno dei Polaretti (se non sai cosa sia allora o sei troppo piccolo o troppo grande, per non usare altri termini leggermente più dispregiativi. In ogni caso il consiglio è sempre lo stesso, googlare). Una volta usciti senza sbattone, oltre ad essere diventati dei ghiaccioli, pronti per essere confezionati siete subacquei con una marcia in più. Siete riusciti infatti a focalizzarvi sula buona riuscita dell’immersione pur avendo miriadi di problemi a cui pensare e da risolvere, senza farvi distrarre da altro. Sicuramente la prossima volta che andrete alla Maldive potrete focalizzarvi sugli squali, senza farvi distrarre dalle turiste in topless mentre fanno snorkeling. Se siete subacquei amanti del mare caldo e tropicale allora vi consiglio di leggere questo articolo riguardo il Mar Rosso e i successivi.

IMG_0430L’immersione era di per sé molto semplice: ci si sedeva sul bordo del buco, di circa 3m X 3m, legati con una cima alla cui estremità opposta vi era un Sommozzatore della Polizia, Carabinieri o Vigili del Fuoco adeguatamente addestrato. Si scendeva a coppie, si prendeva una direzione e poi si tornava indietro seguendo la cima, come fosse un filo d’Arianna. Durante tutta l’immersione si comunicava strattonando la cima un certo numero di volte per comunicare con l’Agente in superficie.

IMG_0424Tuffarsi, o meglio scivolare nel buco (come potete vedere dalla foto sopra), non è così traumatico. I punti dove mi aspettavo una bella botta erano le mani e la faccia, ma come potete ben vedere dalle foto il mio volto era coperto da un comodo e caldo Gran Facciale; separava infatti l’epidermide dal letale monossido di diidrogeno ( traduzione: pelle e acqua. Andatevi a cercare la storia del monossido di diidrogeno, vi farete due risate). Se vi state chiedendo cosa sia un Gran Facciale in questo mio articolo troverete tutte le risposte. IMG_0438Vi posso però assicurare che nessuno ha avvertito male ai seni (quelli della faccia, non delle donne, pervertiti) quando si è buttato. Sensazione che provo invece ogni volta che mi butto in qualche lago in Lombardia. Per spiegarvi meglio pensatela così: la sensazione è la stessa che si prova quando si mangia velocemente una coppetta di gelato e percepite il vostro cervello che lentamente di atrofizza, seguito da un bel mal di testa che dura per qualche atroce secondo. Tutto questo, però, lo avvertite sulla faccia esattamente sopra i vostri occhi. Per quanto riguarda le mani devo ammettere che mi immaginavo qualcosa di peggio, per i primi secondi sembrava di essere punti da una marea di spilli, poi ci si abituava tranquillamente alla temperatura pungente. Sicuramente il freddo secco che c’era fuori dall’acqua aiutava molto a predisporre il corpo a base temperature.

Il freddo era l’ultimo dei problemi, infatti, con sottomuta pesante, stagna in neoprene, cappuccio e guanti pesanti e Gran Facciale si stava quasi bene, va anche considerato che l’immersione durava meno di 10 minuti. Il grosso problema era orientarsi: la visibilità era pessima e bisognava concentrarsi anche sulla cima, che veniva strattonata regolarmente dagli Agenti fuori per chiedere l’Ok. Molto belli gli effetti di luce che si sviluppavano sotto il ghiaccio, soprattutto quando qualcuno passava sopra la mia testa oscurando leggermente l’ambiente. In quel momento ho notato lo spesso strato di ghiaccio che mi separava dalla superficie, inscalfibile e inamovibile. Intrappolamento: la sensazione mi scaturiva dal vedere quello strato di monossido di diidrogeno congelato sopra la mia testa, bastava però guardare verso la cima e subito si scorgeva il punto di uscita, adibito e sorvegliato da preparatissimi sommozzatori della Polizia, ci mancava poco che mi facessero la multa per eccesso di velocità di risalita….. ok vi giuro che è l’ultima battuta che vi faccio, davvero squallida devo dire.

IMG_0420

Chiamarsi eroi del ghiaccio forse è eccessivo, ma ho ricevuto un utilissima torcia portachiavi con scritto Ice-Dive come omaggio, deve pur significare qualcosa. Freddo a parte, che è risultato essere minore delle immersioni al Lago che si svolgono normalmente durante l’anno, la parte più bella è stata la discesa con i canotti da un piccolo pendio con skilift appositamente studiato. Ok, torno serio, avevo detto niente più battute. L’approccio mentale è quello che ricorderò per sempre, il riuscire a reagire bene in condizioni estreme, rendendomi capace di affrontare i problemi della subacquea classica in modo migliore ed efficace. Il miglior allenamento menatale che un subacqueo posso fare, dopo capire come togliersi la stagna senza bagnarsi in mezzo alla neve mentre nevica.

5 risposte a “W i Ghiaccioli”

  1. […] Nelle immersioni sotto il ghiaccio un gran facciale diventa uno strumento indispensabile, evitando quel dolore lancinante alla fronte derivante dall’acqua fredda che colpisce vigorosamente il vostro volto. Ma c’è da considerare anche il rovescio della medaglia: quante volte vi immergerete a 3 gradi d’acqua? Io per ora l’ho fatto una volta sola, usando sì un ffm, ma lo avevo acquistato tempo addietro. Qui trovate l’articolo dove ne parlo per bene. […]

  2. […] con un abbassamento di 7°C. Un freddo che penetrava fino alle ossa, peggio di quello provato a Lavarone sotto i ghiacci, per chi se lo fosse perso trovate tutto qui. Per fortuna ci stavamo pochi minuti, e una volta risaliti, il calduccio dei 15 metri era qualcosa […]

  3. […] con un abbassamento di 7°C. Un freddo che penetrava fino alle ossa, peggio di quello provato a Lavarone sotto i ghiacci, per chi se lo fosse perso trovate tutto qui. Per fortuna ci stavamo pochi minuti, e una volta risaliti, il calduccio dei 15 metri era qualcosa […]

  4. […] Nelle immersioni sotto il ghiaccio un gran facciale diventa uno strumento indispensabile, evitando quel dolore lancinante alla fronte derivante dall’acqua fredda che colpisce vigorosamente il vostro volto. Ma c’è da considerare anche il rovescio della medaglia: quante volte vi immergerete a 3 gradi d’acqua? Io per ora l’ho fatto una volta sola, usando sì un ffm, ma lo avevo acquistato tempo addietro. Qui trovate l’articolo dove ne parlo per bene. […]

  5. […] poter sperimentare la famosa immersione sotto i ghiacci. La meta è la stessa dell’anno scorso. Qui trovate l’articolo che ho scritto dell’esperienza passata. Si tratta di un’immersione in altitudine, svolta sotto una superficie ghiacciata, condizioni che […]

Lascia un commento