Una logica conclusione

Mentre tornavo a casa da una lezione in università ho pensato: “ho scritto 3 articoli riguardo alla mia crociera preferita – preferita perché è stata l’unica che abbia fatto fino ad ora – bisogna assolutamente scrivere un articolo conclusivo riguardo a questa esperienza, magari mettendo qualche altra foto e video”.

Siamo usciti dall’acqua, lavato tutto, dormito, prese le valigie, scesi dalla barca, andati in aeroporto e preso l’ aereo per Milano. Fine

Un po’ troppo breve come conclusione non credete?

Dai, facciamo due resoconti prima:

  1. Squali: era una crociera improntata proprio sugli squali e direi che ne ho visti abbastanza, come potete leggere dal primo articolo, nel quale ho elencato tutti quelli visti.
  2. Mare calmo tutti i giorni: non soffro il mal di mare ma non rotolare da una parte all’altra della barca è preferibile tra un’immersione e l’altra.
  3. Location: in mezzo al Mar Rosso lontano da tutto e soprattutto tutti. Come avete letto nel secondo e terzo articolo le piccole isole visitate sono abbastanza sperdute.
  4. Ricordi: tanti e stupendi, che ho cercato di raccontarvi in questi articoli, chissà che tra qualche tempo non mi venga voglia di scrivere qualcosa d’altro riguardo a questa avventura. Restate in attesa, mi raccomando. Voglio comunque condividerne 3 con voi.
  • Il secondo giorno ci siamo buttati dallo zodiac distanti dal reef, per farci trasportare dalla corrente verso di esso e magari vedere qualcosa nel blu. Qualcosa come uno squalo. Due squali li abbiamo visti, veloci, leggeri, impassibili e massicci: due squali grigi. Non è come immergersi tra i Martello o i Longimanus ma si tratta di squali con forme che ricordano molto quelle dei disegni dei libri per bambini, dove sono ritratti come creature pericolose e padroni indiscussi del mare. Vederli a circa 5 metri dalle mie pinne crea una certa ansia, soprattutto paragonando la mia taglia alla loro, senza dimenticare che con un colpo di coda avrebbero potuto raggiungermi ed essere esattamente davanti al mio volto. Diciamo che ho capito che in quel momento ero un ospite, e che avrei dovuto continuare a rispettare quel luogo.
  • L’ultimo giorno abbiamo fatto rotta per Elphinstone, reef poco lontano da Marsa Alam. L’immersione è stata complessa e impegnativa, non tanto per la conformazione della parete ma soprattutto per la forte corrente. La discesa è stata infatti rapida e diretta verso la parete, per attaccarsi alle conformazioni rocciose sporgenti; inutile dire che i guanti sono stati la mia salvezza. Per muoversi non serviva nuotare, bastava mollare la presa per farsi trasportare dalla corrente, nuotandovi magari leggermente contro per mantenere un assetto orizzontale. Fare le foto è stata un’ardua impresa, con scarsi risultati: una sola foto non mossa. Ma i colori e la vita marina presenti erano qualcosa di spettacolare e mai visto prima, se poi aggiungiamo il non dover nuotare per muoversi direi che è stata una gran bella immersione.
  • Vista l’ingestibile corrente trovata ad Elphinstone e il mare che si stava pericolosamente alzando, la barca si è spostata verso Marsa Alam per fare le due ultime immersioni in una zona tranquilla. Location totalmente estranea alle precedenti ma comunque interessante e ricca di pesce. Un genere di immersione che non a tutti piace: buttarsi in una zona ricca di anfratti e blocchi di corallo su un bel sabbione, con una profondità di circa 20 metri, e iniziare a nuotare senza una meta precisa. Considerata da molti come qualcosa di banale, per me è stato stupendo nuotare a casaccio in mezzo a così tanta vita per cercare qualcosa di particolare e cercare di scattare una bella foto, senza tabelle di marcia o tempi da rispettare: molto rilassante e logica conclusione di una vacanza del genere.

La crociera è sicuramente il genere di viaggio che meglio soddisfa le esigenze di noi subacquei, permettendoci di sfruttare al massimo i giorni di vacanza per vedere più cose possibili sotto la superficie del mare, ma rimane comunque un’esperienza impegnativa che necessita di un minimo di preparazione mentale: siete per una settimana sempre in mezzo alle onde. Io non ho avuto problemi, ma credo di essere un caso patologico da non considerare in questi casi, dato che soffro quando sono lontano dal mare.

La rifarei come esperienza? Assolutamente si, senza pensarci due volte, partirei anche subito, peccato che a breve inizi la sessione d’esami…. Impegni universitari a parte sono pienamente soddisfatto di quello che ho vissuto e soprattutto visto, mai avute così tante botte di culo in una sola settimana.

Bene, qui ci salutiamo, grazie per avermi seguito in questo racconto suddiviso in 4 articoli, spero di avervi interessato e divertito. A inizio articolo ho parlato di video, ma ne ho troppi con soggetti diversi, finirei col fare solo un  gran casotto mettendoli tutti assieme. Vi lascio qualche foto per rendere meglio l’idea di quello che ho visto, a presto.

 

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