L’isola Sperduta

Il pallone, che sembrava non doversi più rialzare, aveva fatto ancora un balzo inatteso, dopo essere stato colpito da una violentissima ondata. Come se fosse stato sbarazzato improvvisamente di una parte del suo peso, risalì a un’altezza di millecinquecento piedi, dove incontrò una specie di risucchio, che, invece di portarlo direttamente sulla costa, gli fece seguire una direzione quasi parallela. Infine, due minuti dopo, il pallone si riavvicinò alla costa obliquamente e ricadde finalmente sulla sabbia del lido, fuori della portata delle onde. I passeggeri, aiutandosi a vicenda, riuscirono a liberarsi dalle maglie della rete. Il pallone, alleggerito del loro peso, fu riafferrato dal vento e, come un uccello ferito che ritrova un attimo di vita, disparve nello spazio. La navicella aveva contenuto cinque passeggeri, più un cane, e il pallone non ne gettava che quattro sulla spiaggia.

Oh, scusate, non sapevo steste leggendo. No, il mio cervello non sarà mai in grado di partorire qualcosa di simile, scritto dall’immenso Jules Verne nel suo libro chiamato “L’isola Misteriosa”. Ad essere sincero non sapevo cosa scrivere per questa settimana, gli esami universitari stanno succhiando tutta la mia linfa vitale e le ispirazioni per articoli accattivanti tardano ad arrivare. Poi ho pensato: sono un subacqueo, scrivo su un blog per subacquei, parliamo quindi di qualcosa di pertinente ed esaltante: meglio gli spaghetti allo scoglio o il risotto allo scoglio? Ogni volta che sono al ristorante non riesco proprio a decidermi, e la tecnica del seguire la massa non funziona, sono sempre pari entrambe le ordinazioni, facendomi diventare l’ago della bilancia.

Lampedusa, piccola sperduta isola nell’immenso Mar Mediterraneo, punta sud più estrema dello Stato Italiano. Che poi diciamocelo, quella che si vede all’orizzonte non è la Sicilia, bensì l’Africa… lontanina dal vecchio scarpone vero? Ho citato quel libro proprio perché parlerò di un isola, non misteriosa, quanto sperduta. A Settembre dell’anno passato ho trascorso una settimana sull’isola, trovando così la scusa per non sostenere la sessione d’esami di quel mese.

Il primo ricordo è anche il più traumatico, mi spiego meglio. Il volo dura circa un’ora e mezza, un’ora  e quaranta minuti. Il problema è un’altro, cioè i venti minuti/mezzora che l’aereo passa girando intorno all’isola prima di riuscire a trovare la posizione perfetta per poter atterrare. Il vero trauma è quando ti accorgi che se l’aereo va leggermente lungo il mare ti accoglie a braccia aperte, complimenti ai piloti che ogni giorno non fanno fare il bagno all’aereo. IMG_7594-2L’isola l’ho girata in lungo e in largo a bordo di una bellissima, si fa per dire, Mehari, con un cambio a 4 rapporti in stile dopo guerra (le marce sono disposte in orizzontale, più la leva del cambio entrava nella macchina, più la marcia saliva). A farmi compagnia c’era un mio vecchio amico di immersioni, Fabio, che ha fatto il corso Open insieme a me, quello che trovate su Facebook nel post “Mercoledì = Mitologia” riguardo alla Muta. Abbiamo raggiunto i limiti estremi dell’isola, facendo un salto al luna parkIMG_7616 e seguendo pure una camionetta dei pompieri per vedere dell’azione, ma finendo col vedere un pompiere spegnere un piccolo cespuglio che andava a fuoco. Il clima era perfetto, le spiagge stupende, soprattutto quella dei Conigli, dove devi camminare interminabili minuti sotto il sole cocente, per stare su una spiaggia dove è vietato mettere ombrelloni, sedersi sugli scogli, giocare a palla in mezzo all’acqua, nuotare, respirare… Non sto scherzando, venivano spesso dei ragazzi con fare minaccioso intimando di interrompere quello che si faceva (come ad esempio giocare a palla in mezzo all’acqua, senza toccare null’altro che l’acqua, è vietato, a dir loro spaventa i pesci. Shhhh fate silenzio, se no infastidite i pesciolini). Il ritorno è il più traumatico: sole che picchia sulla testa, niente acqua per rinfrescarsi, asfalto ustionante e macchine parcheggiate senza un filo di ombra che le copra. Le Mehari non hanno aria condizionata, non hanno nemmeno i vetri laterali se per quello, ma l’aria calda che entra durante la marcia non rinfresca di certo. Devo ammettere senza dubbio che il gelato preso prima di tornare a casa è stato il più buono e meritato di tutta la mia vita. Isola piccola ma ricca di vita e cose da vedere, ma non credo meriti un’altra visita nell’immediato. Per chi se lo stesse chiedendo: no, non ho visto nemmeno un’immigrato, seriamente, nemmeno uno.

IMG_7623-2
La spiaggia dei Conigli

Grazie per aver letto fino a qua e alla prossima settimana. Ah già, le immersioni… molto belle.  Ciao

Ok dai, la smetto, vi racconto quello che state aspettando.

I tuffi sono stati svolti quasi tutti dalla barca, prontamente accessorista di compressore e zona asciutta per le pause tra un’immersione e l’altra. Il fondale è ricco di vita, non molto colorato ma con conformazioni interessanti e divertenti da esplorare per cercare qualche animale. Mi ero portato una 5mm, soprattutto per il peso limitato del bagaglio che la compagnia aerea concedeva. Come muta andava più che bene, se fate immersioni in stile Open, abbiamo invece toccato i 39 metri più volte, trovando a 25metri circa un bel termoclino con un abbassamento di 7°C. Un freddo che penetrava fino alle ossa, peggio di quello provato a Lavarone sotto i ghiacci, per chi se lo fosse perso trovate tutto qui. Per fortuna ci stavamo pochi minuti, e una volta risaliti, il calduccio dei 15 metri era qualcosa di fantastico.

SANYO DIGITAL CAMERA
Scorfano & ancora bizantina

Molto belle le ancore bizantine e ovviamente ricche di storia, storia che non conosco, ma che fa sempre scena quando se ne da il sentore in un articolo. Ho anche visitato una grottino carino con giochi di luce molto suscettibile verso l’uscita, presidiata da un bel trigone con un diametro che superava ampiamente il metro.

In conclusione una bella isola sia sopra che sotto. Se non l’avete ancora visitata fateci un salto, è un bel fondale tipico del Mediterraneo, è anche un modo per variare dalla solita Area Marina Protetta di Portofino in Liguria.

Grazie ancora per l’attenzione. Vi lascio una piccola serie di foto aggiuntive che ho scattato, spero vi portino con la mente ai luoghi che io stesso ho visitato. Prometto che appena riesco, tra un esame e l’altro, pubblicherò un bel video su YouTube con tutte le riprese fatte in questa vacanza.

2 risposte a “L’isola Sperduta”

  1. […] come Moana), i barracuda e i dentici. Forse per le immersioni è meglio ancora sposati più a sud, a Lampedusa ma serve l’areo. Forse sono partito con in testa le miriadi di descrizioni di chi è stato a Pianosa, definendola […]

  2. […] questo articolo sarà leggermente diverso dagli altri, in cui parlo di viaggi: Maldive, Mar Rosso, Lampedusa, voi prendetelo solo come un sunto di quello che sta succedendo nel […]