Imparare dagli errori

muta a lampedusa

Brevetti, brevetti e ancora brevetti. Quell’incessante desiderio di salire di grado e avere quel dannato tesserino per mostrare al mondo intero che siete dei veri subacquei professionisti.
Voler salire di grado è positivo, entusiasmante e divertente, ma non sempre può rilevarsi una cosa del tutto positiva. Molto spesso le persone si fanno trasportare dall’enfasi per ricevere la certificazione che tanto si sono impegnati ad avere, che tanto hanno desiderato, per poter rispondere con orgoglio alla domanda (che quasi nessuno fa): che brevetto hai?

Voglio porvi una domanda: il subacqueo è fatto solo dal brevetto che ha in tasca o dalle immersioni/situazioni in cui si è trovato?
Per spiegarvi meglio il mio pensiero voglio utilizzare il Diamante SSI (la mia didattica) che spiega in 4 semplici parole cosa sia un vero subacqueo.

 

Come vedete su ogni lato del diamante è scritto cosa serve per diventare dei subacquei: conoscenza, esperienza, attrezzatura e abilità. Questi 4 mantra, se così possiamo definirli, servono a creare dei subacquei consapevoli, dei veri subacquei.
Il mio Trainer dice sempre: volete essere dei subacquei certificati oppure dei Veri subacquei? Spero abbiate capito dove voglio andare a parare.

 

 

Un uomo in un film diceva:
“Il buon senso deriva dall’esperienza anche se l’esperienza la fai quando non hai buon senso”, (Professione assassino); potrebbe sembrare un paradosso ma credo che descriva molto bene l’argomento di cui vi sto parlando. Non vi sto di certo spingendo a togliere ogni freno al vostro spirito di conservazione, rischiando di farvi male.
Lasciate che vi racconti degli errori che i neo brevettati fanno molto spesso, in modo che possiate evitarli, traendo conoscenza dai loro sbagli, per aumentare la vostra esperienza, così da migliorare le vostre abilità. Wow, ho usato i mantra del diamante, ah già, manca attrezzatura… qui troverete l’articolo in cui ne parlo (Top 5 Accessori Indispensabili).

Altri hanno già provato per voi, imparate dalle loro esperienze.

 

Non provare l’attrezzatura

L’attrezzatura è parte integrante di un subacqueo, senza di essa non potremmo immergerci. Dunque avere familiarità con essa è molto importante, per questo viene consigliato di acquistare la propria, così da essere sempre in grado di usarla, anche a profondità elevate o in situazioni stressanti (corrente, poca visibilità…). Avere esperienza con la propria attrezzatura non vuol dire solo comprarla, ma bensì provarla in piscina, facendo dei piccoli esercizi, e usandola in luoghi che simulano ambienti marini, come il Laghetto di DiveinTown (qui ne parlo nel dettaglio).

Tutto questo con un istruttore, così da ricevere qualche piccolo consiglio extra che vi aiuteranno in vacanza.
Se invece fate poche immersioni l’anno, come per esempio solo durante le ferie estive, un bel Scuba Skill Update prima della vacanza è perfetta (un istruttore vi farà un refresh, teorico e pratico). Riceverete anche una bella certificazione che vi faciliterà nel diving dove andrete.

 

Saltare il buddy check

Caldo, stanchezza, sudore, costrizione, affanno e voglia di tuffarsi. Sensazioni che si presentano tutte assieme poco prima dell’immersione, dopo essere stati in piedi completamente vestiti prima di potersi tuffare. Nel mezzo di tutte queste sensazioni vi siete ricordati di fare il buddy check? No, in acqua non vale. Si tratta di una semplice procedura, della durata di un paio di minuti, che può prevenire futuri problemi durante l’immersione. Non dimenticate che serve anche per prendere confidenza con un nuovo compagno; dalla sua attrezzatura potete capire molto su di lui.

 

Comprare una macchina fotografica troppo presto

Compensare, non staccarsi troppo dal gruppo, controllare tutti gli strumenti, svuotare leggermente la maschera, non toccare il fondo. Gonfi, sgonfi, gonfi, pinneggi, compensi, gonfi…. Routine? Bhe, si, almeno per le prime immersioni che ho fatto era così. Le prime volte ci sono un sacco di cose da controllare e regolare, movimenti che successivamente diventano automatici e semplici immergendosi regolarmente. Bene, volete aggiungere a tutto quel casotto anche una macchina fotografica? Per scattare delle belle foto (lasciamo perdere inquadratura, luce, ambiente etc…) con un soggetto che non risulti mosso bisogna avere un assetto impeccabile, abilità che si sviluppa dopo svariate immersioni. Siete sicuri che volete rovinarvi le vostre immersioni per scattare qualche foto, finendo per cestinare la maggioranza? Date retta a me, divertitevi, guardatevi attorno, imparate, e poi comprate una macchina fotografica. Esiste pure un corso, credete sia inutile? Vi faccio una semplice domanda: come inquadrereste un pesce in un anfratto senza sollevare sospensione?

Se pensate ad un Go Pro, qui trovate la mia opinione nei suoi confronti.

 

Ignorare le regole

La potenza di una nuova certificazione appena acquisita potrebbe far credere al subacqueo di essere immune da qualsiasi pericolo, rendendolo addirittura superiore a tutti gli animali che lo circondano. Come dicevo nell’articolo riguardo alle Maldive (qui il link), parlando della vita marina pericolosa,

“se seguite due semplice regole: Non toccare mai nulla e Non infastidire i pesci sarete a posto per il 90% dei casi. Per il restante 10% c’è sempre la Bibbia”.
Bisogna ricordarsi che il mare è un ambiente a noi estraneo, rischioso e inadatto alla vita umana. Ciò non vuol dire che immergersi equivale a prendere un appuntamento con lo scheletro che regge una falce, semplicemente bisogna rispettare l’ambiente in cui andremo a tuffarci. Se state pensate agli squali, qui trovare una risposta soddisfacente nei loro confronti (spoiler: se ne vedete uno fidatevi che lo avete cercato di proposito, oppure è dietro una teca di un acquario)
Voi andreste mai nella savana a toccare il naso di un leone?

 

Per rispondere alla domanda che vi ho fatto a inizio articolo (il subacqueo è fatto solo dal brevetto…): la sigla che un subacqueo ha su quel pezzo di plastica che tiene in tasca non mi interessa, io valuto le persone che ho davanti guardando come stanno in acqua e come rispondono a semplici domande inerenti situazioni quotidiane che riguardano la subacquea.
Comunque il desiderio di salire di grado raccontato a inizio articolo l’ho provato su di me, e vi dico che è qualcosa difficile da reprimere, forse per questo sono istruttore.

6 risposte a “Imparare dagli errori”

  1. Ciao, concordo con tutti i punti, ma non credi che anche la frequentazione di corsi con un istruttore sia parte fondamentale di un subacqueo coscienzioso e formato?

    1. Ciao Cristiana,
      Grazie per il tuo commento.
      Sicuramente un istruttore è l’unico in grado di creare subacquei formati. Non l’ho incluso come punto perché, come tutte le didattiche insegnano, un allievo deve svolgere corsi con un istruttore qualificato per potere salire di grado. Ricordo che SSI è l’unica a richiedere un minimo di immersioni per poter salire di grado.
      Buoni tuffi

  2. […] me la sono presa comoda, pubblicando un paio di articoli sul mio blog consigliandovi attrezzature e errori comuni nella subacquea. Ma io sono un subacqueo, un veterano del mare, non riesco a stare lontano dal monossido di […]

  3. […] Che cos’è? Se non lo sapete, prendete la vostra macchina e andate dal vostro istruttore a farvi rimborsare il corso. Si tratta di uno dei passaggi principali da svolgere prima di ogni singola immersione, esatto, prima di ogni immersione, non solo quando indossate la vostra bella muta asciutta per il primo tuffo della giornata. Se vi ricordate ne ho accennato in questo articolo, in cui parlavo dei principali errori commessi dai neofiti. […]

  4. […] avere uno scatto decoroso. No, non tecniche di fotografia ma di subacquea. Ricordate l’articolo “imparare dagli errori”? Vi riporto qualche riga di quello che avevo […]

  5. […] se conviene fare foto con il brevetto open, l’importanza dello Scuba Skill Update e come imparare dagli errori altrui. Ho scritto pure una piccola guida riguardo all’attrezzatura fondamentale per un diver […]

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