Il futuro è parlando?

Vi starete chiedendo: il titolo è un errore di battitura oppure sto leggendo qualcosa scritto da qualcuno che non sa nemmeno le basi dell’Italiano? Bhe, vi posso assicurare che non è un errore di battitura, non vi posso però assicurare la mia profonda conoscenza della mia lingua madre. Lo scopo di un titolo di questo genere è generare stupore, curiosità e perplessità, le stesse identiche sensazioni che ho provato io quando ho indossato un gran facciale.

Per chi di voi non sapesse di cosa stia parlando il gran facciale è una maschera, che copre appunto gran parte della faccia, quasi tutta per l’esattezza. Vi allego qualche foto così capite meglio di quello di cui sto parlando. La sua caratteristica principale è quella di permettere di comunicare sott’acqua, usando la nostra voce, come fossimo in superficie. In questo articolo, diviso in due parti, così faccio più visual, voglio raccontarvi le mie impressioni riguardo ad esso e quali sono le mie conclusioni. Non si tratta di un articolo come i precedenti, non andrò infatti a raccontare un viaggio (come ho fatto qui) o un immersione su qualche relitto (come sulla Haven) ma parlerò di un prodotto per la subacquea dando una mia opinione, come fanno le persone sulle riviste o siti importanti; anche io voglio sentirmi uno importante. Scherzi a parte sono conclusioni che ho preso con una certa esperienza nella subacquea con qualche anno alle spalle di immersioni con maschera e gran facciale. Bene, ora che me la sono tirata e mi sono parato il culo, partiamo subito.

Si tratta di uno strumento usato fondamentalmente per scopi lavorativi, come nelle riprese di documentari o per chi lavora vicino a pozzi petroliferi. Questi erano gli usi principali del gran facciale, fino a qualche tempo fa. Negli ultimi anni infatti, grazie anche alle evoluzioni in campo scientifico ed un abbassamento notevole del prezzo di questa attrezzatura, i gran facciali hanno iniziato a diffondersi in tutto il mondo, anche tra i subacquei ricreativi come noi.

Il primo approccio è stato con le dimensioni: abituato infatti a maneggiare una maschera che copre unicamente viso e naso, quando mi sono trovato davanti questo oggetto, composto quasi interamente da vetro nella parte anteriore, sono rimasto un attimo spaesato.

Il secondo aspetto che colpisce subito è la presenza di un secondo stadio integrato nella maschera, andando coì ad eliminare un erogatore. In poche parole si collega una frusta del primo stadio direttamente al gran facciale.

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Ocean Reef, Neptune Space G-Divers

Dopo aver guardato tutto per bene, entusiasta come un bambino con un giocattolo nuovo in mano, ho indossato il ffm ( = full face mask: non è una parolaccia, è solo la versione inglese di gran facciale) notando l’enorme campo visivo e la possibilità di poter respirare con il naso, che è completamente libero. Come il corso open insegna quando si prova una maschera nuova ho cercato di compensare, senza però riuscirci. Non esiste infatti una scanalatura per compensare… Vi starete chiedendo come sia possibile usare uno di quei cosi sotto il metro di profondità  senza distruggersi un timpano. La risposta è molto semplice: tappi.

tappi

No, non tappi da infilare nel naso prima di immergersi, ma tappi presenti all’interno del gran facciale, regolabili lungo 3 assi. Basta infatti sollevare leggermente il gran facciale spingendolo dal basso per far aderire perfettamente i tappi al nostro naso, tappandolo e permettendoci così una normale compensazione… che dire, geniale. Geniale se passate un’ora sotto il sole cuocente per settare nel modo corretto i tappi, altrimenti fareste tutta l’immersione con due prezzi di plastica conficcati nel naso oppure stanchi morti per la fatica nello spingere il gran facciale da basso per far aderire i tappi posizionai troppo distanti. Diciamo che bisogna provare svariate volte prima di trovare la posizione migliore.

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Ma veniamo al sodo, alla funzione principale di un gran facciale: quella di poter parlare sott’acqua. Tutto questo è reso possibile grazie ad un ascoltino, che serve per ricevere il suono e quindi ascoltare, e un microfono che va posizionato vicino alle nostre labbra. Basta infatti premere il bottone presente all’esterno del microfono e iniziare a parlare: tutte le persone in possesso di un ascoltino possono ascoltare ciò che diciamo. La comunicazione è resa possibile dagli ultrasuoni: sono loro infatti che trasportano la nostra voce sott’acqua fino al nostro interlocutore.

Dopo questa veloce e leggera introduzione, che è stata in realtà interminabile e accademica veniamo al succo del discorso: le mie impressioni e conclusioni. (mi sento proprio come un persona importante quando scrivo queste cose).

– Indispensabile per le guide

io-gran-facciale

Sicuramente per i dive professional, che oltre alla loro devono controllare soprattutto l’immersione dei subacquei che accompagnano, un sistema di comunicazione verbale non può che aiutarli nel loro compito. Obiezione: “fino ad oggi le guide si sono sempre immerse così ed è sempre andato bene, a cosa servirebbe dotarle di un gran facciale?” Risponderete da soli a questa domanda, ma prima devo farvi un esempio di immersione. Siamo a ottobre, Mar Ligure, una guida apre e una chiude, 8 subacquei si stanno immergendo. Gradi: 6 open, 1 advanced e 1 rescue. Condizioni del mare: onde piccole, corrente media e visibilità di due metri. A parte il mare sono condizioni che si scoprono solo durante l’immersione. Ora, una guida senza ffm farebbe fatica a vedere la seconda coppia di subacquei, figuriamoci la guida che chiude il gruppo. Chiedere aria, controllare che sia tutto ok e il resto va fatto dividendo il gruppo in due, e se una persona dovesse uscire? O se invece i subacquei in fondo perdessero il gruppo a causa della corrente e della visibilità che non gli permette nemmeno di leggere i loro strumenti? Con un gran facciale non sarebbe necessario vedersi, basterebbe parlare, chiedendo se è tutto ok, l’aria e tutte le solite cose. Se una persona avesse bisogno di uscire dall’acqua, la guida che apre compatterebbe il gruppo e quella che chiude uscirebbe. Ora la risposta riuscite a darvela da soli?

Qui si conclude la prima parte, non disperate, sabato prossimo arriverà la seconda. (Qui trovate la seconda parte). Per essere sicuri di non perderla mettere like alla pagina DeepR su Facebook . Già che ci siete seguite il canale YouTube… ah che bella la sezione spam a fine articolo.

10 risposte a “Il futuro è parlando?”

  1. […] vi state chiedendo di cosa diavolo stia parlando troverete tutte le risposte cliccando qui. Tranquilli, non sarete reindirizzati su un sito strano per spillarvi soldi, troverete la prima […]

  2. […] del monossido di diidrogeno, vi farete due risate). Se vi state chiedendo cosa sia un Gran Facciale in questo mio articolo troverete tutte le risposte. Vi posso però assicurare che nessuno ha avvertito male ai seni (quelli della faccia, non delle […]

  3. […] dopo pochi secondi, favorito dall’essere sempre in acqua con maschere di ogni tipo e GranFacciale (qui capite di cosa parlo). Gli altri 3 hanno fatto fatica ad usarla per un’oretta intera il primo giorno, appena facevano […]

  4. […] due scemi, uno che urlava nel boccaglio e l’altro che urlava in una specie di gran facciale (quello vero lo trovate qui) senza capire assolutamente nulla di quello che ci […]

  5. […] vestito di tutto punto con la mia bella attrezzatura indosso il mio granfacciale (se non sapete cosa sia o volete approfondire l’argomento qui trovate un’esauriente spiegazione) e mi getto di prepotenza nelle fredde acque alpine, in attesa che il mio compagno faccia lo […]

  6. […] del monossido di diidrogeno, vi farete due risate). Se vi state chiedendo cosa sia un Gran Facciale in questo mio articolo troverete tutte le risposte. Vi posso però assicurare che nessuno ha avvertito male ai seni (quelli della faccia, non delle […]

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  9. […] reef, azienda produttrice di granfacciali (qui ne parlo) ha lanciato qualche anno fa la maschera full-face per snorkeling, modello che ha trovato una […]

  10. […] corso degli anni sono stati perfezionati, fino ai modelli odierni usati in immersione ricreativa (qui una riflessione sull’utilizzo di un gran facciale in […]

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