Idea pregiudizievole

Voglio essere sincero con voi, non era questo il titolo che avevo in mente quando ho scritto questo articolo, bensì:

“Guida per genitori preoccupati e amici perplessi”

“Delucidazioni su alcuni pregiudizi riguardanti la subacquea”

con anche il sottotitolo, solo che mi pareva troppo lungo, e dava troppa l’idea di un saggio breve scritto al liceo.

Mi sembrava anche troppo offensivo nei confronti dei genitori e amici dei subacquei che leggono il mio blog; la verità è che era troppo lungo e avevo paura che il sito lo tagliasse malamente.

Quello che leggerete qui sotto lo avete sicuramente letto su Facebook, se avete messo Mi Piace alla pagina, il mercoledì nella rubrica “ Mercoledì = Mitologia”, dove cercavo di sfatare i principali pregiudizi e leggende riguardo l’attività subacquea.

Ho voluto scrivere questa serie di punti per cercare di mettere a tacere alcune frasi fatte che troppo spesso sento dire dalla persone, come per esempio che la subacquea è pericolosa, costosa, inutile etc… queste frasi condizionano la gente, allontanandola dal mondo sommerso.
Quello che segue sono 3 mesi e mezzo di post pubblicati il ogni mercoledì su Facebook, anche le foto sono le stesse. Mi sembrava doveroso raccogliere tutto, andando prima a spiegare il motivo di tutto questo e magari sperando che qualcuno faccia leggere questo articolo ad amici che hanno una brutta opinione della subacquea, per convincerli del contrario. Scherzavo, solo per aumentare le mie views.

No vi chiedo certo di leggere tutto quando, solo di guardare i punti che vi saltano all’occhio perché li avete sentiti proprio dalla bocca di qualcuno. Ora avete una bella risposta da sbattergli in faccia.

Buona lettura

Bombole d’ossigeno

Molte persone credono che le bombole utilizzate dai subacquei siano riempite con ossigeno al 100%, senza sapere che l’ossigeno 100% è mortale dopo i primi metri sott’acqua. Errore comune che deriva dalla male informazione di molti giornalisti che scrivono notizie su incidenti subacquei. Le bombole sono riempite con aria, 21% ossigeno e 79% azoto (tralasciano le miscele nitrox), proprio come l’aria che si respira tutti i giorni.

Male alle orecchie

” a me fanno male le orecchie appena cerco di scendere un metro sott’acqua con la maschera’ come fai ad andare sotto?!?”
Espressione comune pronunciata da molte persone. Le orecchie fanno male scendendo, è vero, ma questo problema è stato brillantemente risolto molti anni fa… Basta infatti compensare: stringere il naso e soffiare, andando così a stappare le orecchie, un gesto semplicissimo che risolve il problema del dolore alle orecchie.

Acqua nella maschera 

Molte persone provano a guardare cosa nuota sotto i loro piedi con una bella maschera e appena un po’ di acqua vi entra dentro vanno in panico. Figuriamoci se dovessero condurre un’ immersione, dove non potrebbero mettere la testa fuori dall’acqua ogni volta che qualche goccia d’acqua entra nella loro maschera. Questo piccolo fastidio viene risolto guardando verso l’alto e soffiando dal naso, liberando così la maschera dall’acqua, nulla di più semplice. Il suddetto metodo viene insegnato nelle prime lezioni del corso open water diver (corso iniziale della carriera subacquea).

Acqua negli erogatori equivale ad annegare

Gli erogatori sono una delle parti più importanti per un’immersione, e l’entrata di un po’ d’ acqua al loro interno è perfettamente normale. Mi spiego meglio: l’erogatore ha un boccaglio, come quelli degli snorkel, che va messo in bocca e stretto con i denti. Può capitare che dell’ acqua penetri al suo interno. Per svuotarlo basterà espirare o premere il pratico bottone di spurgo posto sul davanti dell’erogatore, eliminando così l’acqua al suo interno.

La subacquea è costosa

Si potrebbero scrivere pagine e pagine su questo argomento, ma per riassumere la subacquea è uno sport, e come la maggior parte degli sport richiede attrezzatura specifica. Esistono diversi produttori di attrezzatura subacquea, ognuno con fasce di prezzo variabile, quindi i costi sono relativi a che tipo di attrezzatura si vuole acquistare. Esiste anche la possibilista di prendere a noleggio tutta l’attrezzatura per l’immersione al diving center. Se confrontassimo i costi con quello di un altro sport, come ad esempio il golf, anch’esso pieno di attrezzatura specifica per ogni tiro, i costi risulteranno simili, se non inferiori. E se farete della subacquea il vostro hobby preferito, credetemi, non vi peserà dover spendere per migliorare la vostra immersione.

Gli squali mi mangiano

Si potrebbero scrivere pagine su pagine riguardo a questo tema, ma cercherò di essere breve:
All’anno ci sono più morti per noci di cocco cadute sulla testa che morti a causa di squali. Si stima che ogni anno muoiano 10 persone a causa di attacchi di squali, mentre 150 per cadute di noci di cocco. Tralasciamo che a causa del fumo muoiono 5 milione di persona l’anno… Questo per dire che gli attacchi di squali all’uomo sono rarissimi, se non impossibili. Rimanendo nei propri limiti e rispettando queste magnifiche creature ci si può immergere senza alcun rischio. Considerate anche il fatto che alcuni subacquei pagano grosse cifre per raggiungere posti specifici per vedere gli squali, dato che incontrarli in mare in modo del tutto casuale è molto raro.

E se finisci l’aria?!?

Questo discorso si spiega molto bene con una metafora. Poniamo che l’aria nella bombola sia la benzina nella vostra auto. Quando iniziate l’immersione avete il serbatoio pieno. Nel corso dell’immersione viene chiesto dalla guida e dal compagno quanta aria avete nella bombola (leggendo uno strumento chiamato Manometro). Quando state per finire la benzina entrate in riserva, e andate subito dal benzinaio. Ecco, quando raggiungete la riserva d’aria (parte rossa del manometro) si conclude l’immersione, uscendo sempre con aria nella bombola. Se nel malaugurato caso doveste finire l’aria il vostro compagno può condividere con voi la sua, passandovi il suo secondo erogatore.

La tuta è faticosa da mettere

Noi subacquei ci immergiamo con la tuta, adidas o nike preferibilmente per essere sempre alla moda, anche sott’acqua. Per favore, chiamatela con il suo nome: muta, con la M, non tuta. La tuta è quella che vi mettete per stare comodi in casa o andare in palestra, i subacquei indossano la MUTA.
Ogni volta ci si sente dire: è stretta, è faticosa da mettere e sudo troppo.
La muta è necessaria per immergersi, e deve essere bella aderente, per permettere al sottile strato di acqua tra la muta e la nostra pelle di riscaldarsi e farci stare al caldo per tutta la durata dell’immersione.

Più profondo = Più figo

A: Ciao, come è andata l’immersione oggi?

B: Bene, abbiamo visto un sacco di pesce, tr…

A: Sisi, bello bello, ma quanti metri sei sceso?

B: Oggi abbiamo raggiunto una profondità massima di 16 metri

A: Solo 16 metri?!? ma dai, che schifo, devi arrivare almeno a 30/40 metri, altrimenti cosa ti immergi a fare.

Questa era solo un piccolo esempio di conversazione tra un subacqueo (B) e una persona (A) che reputa la profondità l’unico metodo di misura per valutare un’immersione. Ascoltatemi un attimo: quando prendere un aereo volete andare il più in alto possibile o percorrere l’itinerario migliore?
Stessa cosa nella subacquea, la profondità è solo un dato, se vi immergete in acque tropicali trovare la maggior parte della vita marina nei primi 15 metri, oltre poco e niente. Non conta la profondità fine a se stessa, ma la profondità rapportata ad un obbiettivo, come ad esempio la profondità a cui si trova un relitto da andare a esplorare.

Non hai paura di immergerti?

È un po come le domande: ma quel tatuaggio è vero? Ti ha fatto male?
Scusate, ma se ogni domenica mi alzo all’alba, prendo i miei bei borsoni pieni di attrezzatura e vado ad immergermi, non credi forse che lo faccia perché ho voglia di immergermi? Se ti racconto un’immersione appena fatta è perché non ho paura di immergermi, altrimenti me ne sarei rimasto a casa, non ti torna come ragionamento? Se hai pausa di qualcosa inerente al mondo subacqueo non vuol dire che questo spaventi anche il subacqueo di fronte a te.

Costa troppo prendere brevetti

Facciamo un piccolo passo indietro: per potersi immergere serve una certificazione rilasciata da un istruttore facente parte di una organizzazione riconosciuta a livello mondiale (SSI, PADi…); certificazione che riceve alla fine di un corso specifico. Ogni certificazione, brevetto, che si riceve permette di immergersi fino a determinate profondità e in determinate condizioni. Naturalmente ciò comporta dei costi, ma con il primo livello utile, detto Open Water Diver, ci si può immergere ovunque. Se uno vuole può progredire nell’addestramento frequentando corsi e ricevendo così nuovi brevetti e nuovi gradi di riconoscimento. Il paragone migliore è la patente di guida, senza quella non potete guidare un’auto. Male che vada vi rimane sempre la vasca da bagno.

La pressione è troppo forte

La pressione è una forza che ci accompagna costantemente, solo che non ce accorgiamo. L’aria sopra la nostra testa ha un peso e genera pressione su di noi. L’acqua è notevolmente più pesante dell’aria (pensate che 10 metri d’acqua pesano quanto tutta l’aria sopra la nostra testa), ciò genera una spinta sul nostro corpo. Questa spinta può spaesare la prima volta che si prova ad immergersi, ma si stratta di una forza gestibile, compensabile con delle piccole e semplici mosse. I subacquei non sono individui che sopportano il male alle orecchie quando si immergono, semplicemente compensano, e magicamente il dolore sparisce. L’unica cosa che sentite opprimervi sott’acqua è il senso di colpa per non essere al lavoro, statene certi.

E’ tutto buio

Una bella candela? Potrebbe tornare utile no? Scherzi a parte il buio è una condizione che accompagna la nostra intera vita, e i subacquei quando è buio sono al bar a bersi una birra oppure a dormire, come tutte le altre persone. (Tralasciamo le immersioni notturne). Se ci si immerge durante le ore diurne, in mare, solo dopo i 40 metri la luce inizia a scarseggiare, ma senza cadere mai nel buio completo. Se invece ci si immerge al lago la luce inizia a scarseggiare dopo pochi metri, ma in quel caso una bella torcia e un addestramento adeguato compensano ampiamente. Tranquilli comunque, sott’acqua non troverete l’uomo nero dentro l’armadio.

Sono malato… come faccio ad immergermi se ho…

Medico, esattamente, il medico. Basta andare a trovarlo, spiegargli cosa avete e lui saprà dirvi se siete idonei oppure no ad immergervi. Addurre come scusa una ipotetica malattia non è il modo migliore per non voler iniziare un corso di sub. Ricordate che una delle regole più importanti della subacquea è: siete solo voi gli unici che possono decidere se immergervi o no. Quindi se siete in un bel resort in riva alla spiaggia, nel vostro bel lettino con il vostro partner a fianco, non inventate scuse assurde di carattere medico per non alzarvi, basta dire che non ve la sentite di immergervi. Diciamocelo chiaramente, chi ha voglia di immergersi la mattina presto quando può tornare sotto le coperte per… ecco… avete capito… fare cose vietate ai minori di 18 anni.

2 risposte a “Idea pregiudizievole”

  1. […] bisogna rispettare l’ambiente in cui andremo a tuffarci. Se state pensate agli squali, qui trovare una risposta soddisfacente nei loro confronti (spoiler: se ne vedete uno fidatevi che lo avete cercato di proposito, oppure è dietro una teca di […]

  2. […] e piedi, vi eviterà qualsiasi contatto con le meduse. Quando la rimuovete assicuratevi di non avere tentacoli sulla muta.  Prima di recarvi in posti tropicali informatevi sempre sulle eventuali specie di meduse presenti […]

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