FinClip: Pinneggiamo con il futuro ai piedi

“Vorreste calzare le pinne con la stessa facilità con cui agganciate gli sci?” Questa è la domanda che si è posto il team di FInclip, quando ha cercato di reinventare il modo con cui i subacquei si infilano le pinne prima di ogni immersione.

Il principio alla base del progetto Finclip è molto semplice: indossare le pinne senza doversi chinare ed usare le mani. Da subacqueo a subacqueo: quante volte abbiamo rischiato capitomboli, soprattutto in barca, mentre cerchiamo si stringere le pinne con la bombola sulle spalle?
Un’idea tanto semplice quanto ambiziosa, che ha portato, grazie ai quasi 100.000€ raccolti con la campagna crowdfunding di Kickstarter, alla realizzazione di questo prodotto, interamente pensato, sviluppato e realizzato in Italia.

Che cos’è?

FinClip è un innovativo sistema di chiusura delle pinne che vuole ricalcare quello che fanno gli sciatori per agganciare gli scarponi ai propri sci. 
Il sistema FinClip si compone di tre elementi:

  1. la talloniera
  2. gli agganci
  3. un elastico

La logica alla base di FinClip è semplice: i tre elementi lavorano per andare a tenere il piede nella corretta posizione sfruttando l’effetto ventosa che si viene a formare quando il calzare entra nella sua sede all’interno della pinna. Il tutto senza il bisogno di chinarsi, ma semplicemente inserendo il piede e facendo scattare la talloniera.
Finclip è disponibile in 4 colorazioni differenti per soddisfare gli esigenti gusti dei subacquei! Non esitate a scegliere un colore sgargiante, sott’acqua è sempre un vanto farsi riconoscere da lontano.

Come funziona?

Montarli sulle proprie pinne è un’operazione molto semplice, che richiede al massimo 10 minuti, con l’ausilio di una brugola. La talloniera viene montata tramite delle viti, senza forare nulla, sulla pinna nel punto in cui andiamo ad infilare il calzare: questa operazione avviene grazie ad una pinza dentellata che viene regolata in base alla dimensione della pinna stessa. 

La regolazione della tensione dell’elastico permette di settare definitivamente tutto il sistema pinna/calzare/piede, senza dover compiere inutili regolazioni prima di ogni tuffo. Naturalmente, cambiando calzare, andranno settati nuovamente i Finclip (ad esempio passando da un calzare da 5mm a quelli della muta stagna, generalmente più spessi dei primi).
Una volta aperto il dispositivo, tirando verso il basso la talloniera, e indossata la pinna basta fare una leggera pressione con il tallone sulla parte posteriore per far chiudere il cursore in cui passa l’elastico, molto simile a quelli usati per i fucili subacquei tipo arbalete, chiudendo il piede nella pinna. Tutto questo lasciando le pinne appoggiate al pavimento e con le mani completamente libere.

Rimuovere il piede al termine dell’immersione è altrettanto semplice, anche in acqua, basta prendere la comoda apertura all’estremità della talloniera e tirarla verso il basso, vincendo così l’effetto ventosa che si crea all’interno della pinna e sfilare il piede. L’apertura torna molto utile per il trasporto delle pinne o per agganciarle ad un moschettone e quindi avere le mani libere fino al momento in cui arriviamo al punto d’entrata in acqua.
Tranquilli, non dovrete comprare un’altra borsa per portare in giro le vostre pinne, basterà reclinare la talloniera in avanti per avere lo stesso volume d’ingombro di un normalissimo paio di pinne. Anche la variazione di peso sarà ininfluente.

Come va in acqua?

Al primo utilizzo  potreste percepire una sensazione “strana” (ma questa, anche parlando con il produttore, è davvero molto soggettiva) come di avere qualcosa sotto al tallone: non si tratta però di una sensazione fastidiosa. Per le dimensioni del mio piede il sistema era al limite delle sue capacità, infatti il tutto lavora molto bene fino al numero 45. In aggiunta, indossavo la muta stagna in trilaminato, quindi con i calzari integrati, di conseguenza ero la “cavia” ideale per dimostrare le prestazioni del sistema.

Quando indossate le pinne, spingendo con il piede sentirete un clack (che ricorda davvero quello degli attacchi degli sci) al momento della chiusura della talloniera.

Durante l’immersione ho provato diversi tipi di pinneggiate e, in tutti i casi non ho notato alcuna differenza rispetto all’uso dei tradizionali cinghiali piuttosto che delle molle in acciaio inox. Il piede resta ben fermo all’interno della pinna grazie all’effetto ventosa che si forma e alla regolazione degli elastici. Dopo 51 minuti di immersione, io ed il mio buddy siamo arrivati all’uscita ed abbiamo provato due modi per toglierle, aprendo con l’altro piede la talloniera e usando le mani, sempre rimanendo in assetto positivo in superficie: entrambi i metodi sono molto semplici ed efficaci in egual modo.

Cosa migliorare?

Domanda molto difficile, non esiste un vero e proprio difetto: forse l’unico punto debole è la talloniera, che una volta aperta, non bisogna camminarci sopra, ma questo è anche un uso scorretto che viene evidenziato nel libretto d’istruzioni.

A chi è rivolto?

La comodità che deriva dall’uso di FinClip è sicuramente indirizzata a tutti i subacquei, soprattutto quelli che fanno fatica a stringere le pinne stando in piedi, o che hanno qualche impedimento nel piegare la gamba per raggiungere i laccioli.
Sicuramente il subacqueo in mari caldi con una 3mm e un mono da 10lt sulle spalle è un utilizzatore perfetto.

Vedo più difficile penetrare nel mondo dei subacquei tecnici, loro hanno tutte le loro magagne e accessori vari. Di sicuro indossare le pinne senza dover usare le mani mentre si è vestiti con bibombola e tre stage potrebbe risultare estremamente comodo. Aggiungiamo a svantaggio dei “tecnicazzi” che il sistema non funziona sulle pinne di gomma come le JetFin di Scubapro. 

Conclusioni

Finclip è sicuramente un accessorio importate che può rendere la vita di noi subacquei più semplice, soprattutto in situazioni scomode come su una barca che ondeggia, andando quindi ad aumentare anche la sicurezza in una fase importante della vestizione come il mettersi le pinne. I materiali sono di ottima fattura e la storia che vi è dietro, tutta di italianità, dona un valore aggiunto. 

Vorrei solo dire una cosa a tutti quelli che ripetono: “Sono anni che mi immergo con le mie pinne a cinghiolo, perché dovrei cambiare?” Lasciate che il mondo progredisca e rimanete con il vostro boccaglio fatto con la canna di bambù.

Vi lascio il sito web dove trovare tutte le informazioni: http://www.finclip.cloud

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