Back to School Bagnato

Silenzio tombale, buio assoluto, strade deserte, il mio respiro è l’unico rumore che percepisco… introduzione da thriller a parte, sto parlando di un sabato mattina, le 6 di mattina per essere precisi, mentre carico la mia macchina con tante chincaglierie subacquee per andare al mare. Come inizio della solita routine dopo le vacanze mi sembra ottimo. Consideriamo che ho passato le vacanze a poltrire su una sdraio in spiaggia, senza mai inspirare aria compressa o toccare un libro universitario. Diciamolo pure, me la sono presa comoda, pubblicando un paio di articoli sul mio blog consigliandovi attrezzature e errori comuni nella subacquea.
Ma io sono un subacqueo, un veterano del mare, non riesco a stare lontano dal monossido di diidrogeno (l’acqua), tant’è che alla prima occasione mi sono fiondato a Loano per pucciare la testa sott’acqua, in preda ad una mezza crisi d’astinenza da azoto.

Tutto questo è accaduto sabato scorso, 9 settembre, quando su tutti i siti della Liguria e quelli meteorologici era indicato mare mosso insieme a litri di pioggia. Una telefonata al diving di riferimento ci ha assicurato l’uscita in mare, quindi anzi che starmene nel mio comodo lettino mi sono diretto in Liguria, seguito da nuvoloni neri e una fresca brezza quasi invernale.
Una volta giunto al porto, dopo svariate soste per saturarmi di caffeina, la barca era pronta a salpare. Montati i gruppi e indossata la stagna siamo partiti alla volta della Gallinara.

Il tragitto è stato abbastanza movimentato, come potete ben vedere dalle foto, con onde alte e vento fresco. Stare ai bordi della barca era un azzardo, gli schizzi d’acqua erano sufficienti per lavare completamente una persona. Per fortuna avevo portato con me la mia fidata stagna, così da starmene al caldo prima, durante e dopo l’immersione.
Il barcaiolo ha trovato un ottimo punto ridossato, lontano dalle onde e possibili problemi di natura intestinale per chi soffre il dondolio marittimo, chiamato Punta Sciusciaù (in ligure significa “soffiare”, il vento infatti in quella zona fa un tipico rumore passando tra le rocce).

Bombola sulla schiena, gav gonfio, aria aperta e giù nelle profondità marine. Visibilità eccellente, temperatura ottima (20/22°C)e un sacco di pesce, tutto questo fino a 25 metri circa. Passati i 25 il nulla, niente visibilità, freddo polare e qualche roccia qua e la. Considerate che chiudevo il gruppo, intravedendo solo la bombola del subacqueo davanti a me e utilizzandola come riferimento. Questa situazione era dovuta quasi sicuramente all’avvicinamento alla punta dell’isola, dove le correnti alzano il fondale, riducendo di molto la visibilità, e il mare mosso sicuramente non era d’aiuto. Risaliti qualche metro, lasciandoci dietro quell’acqua a 16°C, siamo tornati verso la barca accompagnati da cernie, dentici e un enorme banco di barracuda.

Barracuda, ph: Elisabetta Rivolta

Le foto che vedete sono state scattate da Lilly, (vi lascio il link all’album completo) come vedete un tripudio di vita e colori, significativo del fatto che le, AMP, Aree Marine Protette, funzionano e i risultati si vedono già.

Murena, ph: Elisabetta Rivolta

Una volta uscito dall’acqua e cambiata la bombola il tè caldo è stato di grande aiuto, sapete, la stagna aiuta, ma dopo 50 minuti d’acqua e un clima quasi autunnale, il freddo inizia farsi sentire. Il secondo tuffo abbiamo deciso di farlo in un posto speciale, ricco di vita e storia… scherzavo, siamo rimasti li, dato che sarebbe stato quasi impossibile gestire l’ormeggio da qualsiasi altra parte, tralasciando che l’uscita dall’acqua con quelle onde sarebbe risultato a dir poco pericoloso.
Abbiamo sempre svolto l’immersione con la parete a destra, girando prima e senza superare i 20 metri di profondità. Murene, dentici, barracuda, sempre una marea di vita, proprio come il primo tuffo. Una volta usciti c’era la pioggia ad aspettarci, ma anche la focaccia ligure, che nel giro di qualche minuto è stata divorata da subacquei con ancora la bombola addosso e le mani ricolme di acqua salata. Che dire, salata la focaccia è ancora meglio.
Arrivati in porto… ah, già, il tragitto di ritorno; non ricordo praticamente nulla, mi sono addormentato poco dopo la partenza. Dicevo, arrivati in porto e scaricato tutto ho sciacquato velocemente tutta la mia roba, mentre la pioggia continuava a scendere sempre più vigorosa. Sola la stagna e dopo una bella doccia calda ho lanciato tutta la mia attrezzatura in auto e sono tornato di filata a casa, percorrendo un’autostrada che pareva un fiume in piena.

Ringrazio gli amici del Marina Diving, qui il loro sito, per l’ottimo servizio e la maestria dimostratasi con un mare del genere.
Il meteo purtroppo non siamo ancora in grado di controllarlo, ma, visto che non riesco a stare senza mettere la testa sott’acqua, è stata una giornata più che soddisfacente.

Come “back to school” devo dire che sono estremamente soddisfatto: ottima visibilità, tanto pesce, mare abbastanza calmo nel punto di immersione. Sì, il mal tempo ha dato qualche fastidio, ma, devo esser sincero, non mi è dispiaciuto lasciar lavare la mia attrezzatura alla pioggia.

2 risposte a “Back to School Bagnato”

  1. Bagnarsdi per bagnarsi. Così almeno hai sfruttato la giornata.
    Molto belle anche le foto, sia dentro che fuori l’acqua.

    1. Ciao Luca
      Si, esatto, è quello che ripeto sempre anche io ai miei allievi.
      Buoni tuffi

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