aSSIeme all’ Elba (con Pianosa)

Raccontare una vacanza subacquea non è mai facile. Ci sono tante cosa da dire e sempre poche parole, spaziando dalla location, alle immersioni, alla vita marina…
Cerchiamo di trovare un ordine logico in tutto questo caos di bolle e azoto residuo.
Luogo: Isola d’Elba, quando: w.e. scorso, occasione: festa Ssi (la mia didattica), con chi: il mio diving (JollyRogers).

Come al mio solito sono partito prima dell’alba di venerdì scorso, riuscendo comunque a fare qualche minuto di coda in tangenziale. Una volta a Piombino ci siamo imbarcati tutti quanti verso l’Elba, mentre il sole ci scaldava sul ponte superiore.
Una volta scesi e aver fatto 5 minuti di macchina siamo arrivati al nostro Hotel, riempito di banner di Ssi e Mares, in vista della festa. Che dire, più che un albergo pareva un resort: miriadi di camere, parco, campo d’atletica, piscina, bar e spiaggia… complimenti all’hotel Airone… dovrei iniziare a recensire gli alberghi, almeno mi farei qualche vacanza gratis, tanto quando si tratta di relax e vacanza sono sempre in pole position.
Ma va, sono in pole position per la subacquea io, e questo ci porta al vero motivo del mio soggiorno, seppur breve, all’Isola d’Elba: le immersioni in piscina! Forse un pelino meno fredda sarebbe stata meglio, ma la visibilità era ottima. Ora che avete riso parliamo di Pianosa, il vero motivo del mio viaggio.
Per chi non lo sapesse Pianosa è una piccola isola distante due ore di navigazione (barca diving) dall’Elba. Da sempre usata come carcere, recentemente, da circa due anni, è stata aperta ai gruppi di subacquei, i quali possono immergersi in 5 punti disseminati sul versante orientale della piccola isola.

La prima immersione la svolgiamo sulla Boa 5: una volta in acqua noto subito la trasparenza dell’acqua, l’ottima visibilità e l’apparente visibilità (dopo aver parlato della plastica in mare sono sempre sul chi va là). La temperatura dell’acqua è costante, senza mai discostarsi dai 21°C.
Subito dopo la discesa ci troviamo davanti una grotta con un’ampia entrata e leggermente illuminata dalla luce del sole che filtra attraverso le pareti. Subito mi accorgo della presenza di svariate Pinna nobilis su un fondale sabbioso, ma abbastanza pesante da rimanere ben adeso, impedendo di alzare il classico polverone che impedisce a chi chiude il gruppo (di solito me ne sto in fondo se devo fare foto/video) di vedere qualcosa, finendo con lo sbattere contro qualche roccia.
Una volta usciti ci ha accolto un grosso banco di barracuda, che ha iniziato a girarci attorno, come per mettersi in posa. Altra nota particolare va ai dentici in caccia davanti ai nostri occhi, davvero un’esperienza interessante. Poi… poi il solito, qualche cernia, flabelle sulle pareti; tanto pesce a profondità più che ragionevoli, dato che non abbiamo superato i 25 metri. L’immersione si è conclusa con una piacevole corrente a favore.

Dopo una breve pausa sulla barca ci siamo preparati per la seconda e ultima immersione della giornata, sempre a Pianosa, alla Boa 3. L’immersione è molto semplice, parete a destra all’andata, giro attorno ad un pinnacolo e ritorno con parete a sinistra. Sempre tanto pesce, proprio come per il tuffo precedente, tranne che per un dettaglio: Moana. I più “datati” di voi staranno pensando ai pomeriggi chiusi in bagno con lei, ma io sto parlano nello specifico di una cernia soprannominata Moana (qui il video), pesce stanzia della Boa 3, facile da trovare sempre nello stesso punto, che ama farsi fotografare dai subacquei mettendosi in cosa e rimanendo quasi immobile, per la gioia di tutti i fotografi. Sarebbe stata anche la mia, se non per il fatto che la videocamera, dopo circa 30 secondi di video, è morta, sebbene l’abbia caricata la notte prima e non l’avessi usata fino a quel momento. Devo assolutamente aprire un conto per le donazioni, nel caso vogliate aiutarmi ad acquistare qualcosa di funzionale, come una GoPro, così da riempire il sito di belle riprese e foto accattivanti.
Sprecato qualche bar a imprecare per questa sfortuna cosmica siamo tornati verso la barca, seguiti sempre da Moana, che per inciso era lunga circa un metro, e qualche altra cernia che incrociava le nostre traiettorie, senza aver la ben che minima esitazione o paura. Vi lascio il link all’album delle foto scattate da Elisabetta Rivolta.

Una volta usciti siamo tornati al porto, mentre il sole calava e l’estate con esso. Dopo aver attraccato siamo corsi in albergo, doccetta veloce e via di filata alla festa SSI. Oltre allo psichedelico e immenso buffet abbiamo pure vinto un bel paio di pinne, essendo il gruppo con l’età media minore. Bhe, ecco un vantaggio pratico nell’essere uno dei più giovani istruttori d’Italia. Battute a parte la vacanza si è conclusa qui, dato che domenica mattina ha piovuto che Dio la mandava e una vecchia frattura mi ha dato troppa noia per riuscire a tenere un erogatore in bocca. Siamo comunque riusciti a fare un piccolo tour di Portoferraio appena il sole è ritornato, pranzo e infine traghetto, diretti verso il caro e tanto amato traffico di Milano.

Permettetemi ora qualche considerazione:
escludendo la distanza da Milano ed i prezzi per un weekend, conviene molto di più trascorrere una settimana intera alternando immersioni a tour dell’Isola, dato che è stupenda e ricca di scorci magnifici reputo molto più conveniente immergersi in Liguria. Sto considerando puramente il lato immersioni, quindi cercate di seguirmi: Pianosa è ricca pesce, con una visibilità abbastanza buona (ma quella dipende dalle giornata), temperatura costante e una leggera corrente a favore; ma mancano colori, formazioni corallifere degne di un servizio fotografico. Consideriamo anche che tutto quello appena detto lo trovate a Portofino e alla Gallinara, comprese le cernie (magari non come Moana), i barracuda e i dentici. Forse per le immersioni è meglio ancora sposati più a sud, a Lampedusa ma serve l’areo.
Forse sono partito con in testa le miriadi di descrizioni di chi è stato a Pianosa, definendola un’oasi ricca di pesce e vita, considerandola un’esempio del Mediterraneo di 70 anni fa. Immersioni molto belle e ricche di pesce, ma di sicuro le mie aspettative erano maggiori. Che dite, ho fatto il classico errore di leggere la recensione di un film prima di andare a vederlo?

Una risposta a “aSSIeme all’ Elba (con Pianosa)”

  1. […] Per farvi qualche esempio vi rimando a qualche mio articolo: Squali Martello, Squali Longimanus, Cernia gigante e […]

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